MANIFESTO PER UNA NUOVA QUALITÀ DELLA PROGETTAZIONE

 

MANIFESTO PER UNA NUOVA QUALITÀ DELLA PROGETTAZIONE

 

ISPIRATA DALLA CONSAPEVOLEZZA OLISTICA

 

 

 

Linee guida per una nuova progettazione elaborata da urbanisti, architetti, filosofi, maestri di spiritualità, geomanti, giornalisti, attivisti e studenti riuniti nel Monastero di Santa Marta.

 

Firenze, 25 giugno 2017

 

 

 

 

 

FIRENZE, CULLA DI UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA

 

 

 

La città di Firenze, per la sua storia e per i suoi luoghi è una delle più evidenti manifestazioni della sacralità dello spazio umano. È stata costruita nel tempo al di sopra di una matrice sempre creativa, costituita da relazioni tra gli esseri umani e la Terra mediata dalla cultura. L’anima della città ha potuto esprimersi attraverso la sua imponente produzione culturale.

 

 

 

Qui nel Monastero di Santa Marta, sulle colline della città, abbiamo compreso la sofferenza di questa grande città d’arte, investita da trasformazioni fisiche e dal progressivo prevalere di una fruizione spesso disattenta del suo patrimonio artistico rispetto alla sua naturale funzione rinascimentale.

 

 

 

La sua Cupola, oggi sorretta da sottili fili di relazioni umane giunte attraverso il cielo da vari paesi, è testimone di come la culla del Rinascimento potrebbe rappresentare di nuovo il “fuoco” che alimenta una nuova consapevolezza e la diffonde ovunque.

 

 

 

Protagonisti di questa nuova consapevolezza sono coloro che hanno contribuito a questo Manifesto, persone che incarnano oggi la figura del cercatore errante, dell’uomo in cammino alla ricerca – anche fino allo sfinimento – di ciò che manca alla Terra per una sua guarigione dai mali della nostra epoca.

 

 

 

 

 

I LUOGHI SONO SPAZI VITALI

 

 

 

I luoghi della vita degli esseri umani devono tornare alla loro dimensione di luoghi sacri per la vita, di spazi vitali per la co-evoluzione della Terra e degli esseri che la abitano. È necessario essere consapevoli che la Terra è il paradiso, e che non è un paradiso perduto da rimpiangere. Tutti dobbiamo collaborare in modo creativo alla sua continua costruzione, per mezzo:

 

 

 

- di una nuova spiritualità,

 

- dell’ampliamento delle nostre capacità percettive delle energie visibili e invisibili che costituiscono la rete vitale della Terra,

 

- dell’aumento delle nostre potenzialità nel comprendere le essenze sottili e archetipiche presenti nel mondo,

 

- di una sempre maggiore conoscenza della relazioni tra la Terra e la vita biologica,

 

- della coltivazione e dello sviluppo dell’estetica del mondo vivente,

 

- e soprattutto della liberazione dell’empatia e del vero e proprio amore per la Terra che gli esseri umani conservano dentro di sé fin dalle origini.

 

 

 

I LUOGHI SONO GLI SPAZI DELLA NOSTRA SPIRITUALITÀ

 

 

 

L’ambiente di vita dell’Uomo è uno spazio multidimensionale, costituito da stanze, appartamenti, case, quartieri, città, paesaggi, ambienti naturali. Gli esseri umani devono intenderli e concepirli come spazi vitali per prendersi cura della loro esistenza, spazi capaci di prendersi cura del loro fisico e della loro anima, dove essi possono crescere in armonia e recuperare il contatto con il mondo interiore per conquistare una più alta consapevolezza, quella dell’unità di tutto il mondo vivente. Per conoscere e progettare, gli esseri umani devono riscoprire quelle capacità percettive che nel corso del tempo hanno perduto, le uniche che gli consentono evoluzione spirituale e un’esistenza in armonia con la Terra.

 

 

 

A seconda di come gli esseri umani operano, progettano e trasformano il loro ambiente di vita, questo processo può essere favorito o viceversa ostacolato.

 

 

 

Ci sono tre modi fondamentali di operare e progettare per agevolare la rigenerazione del nostro ambiente di vita, che richiedono all’Uomo di cambiare e trasformare i suoi punti di riferimento spirituali per poter intervenire con le pratiche di un autentico costruire ecologico nell’ambiente senza distruggerlo.

 

 

 

 

 

LE TRE TRASFORM-AZIONI DELLA ECO-PROGETTAZIONE OLISTICA

 

 

 

  1. Prima trasform-azione (spirituale): gli esseri umani debbono togliere le catene alla loro capacità di esprimere il loro innato sentimento d’amore verso la Terra e saper entrare in contatto e comunicare con essa attraverso le pratiche della geomanzia, che dovrebbe essere compresa nelle discipline della formazione del progettista.

 

 

 

  1. Seconda trasform-azione (fisica): nel corpo fisico della terra, è necessario che gli esseri umani diano forma a eco-sistemi olistici nei quali essi possano vivere in equilibrio con la Terra e tutto il mondo vivente.

 

 

 

  1. Terza trasform-azione (estetica): riconquistare l’arte nel proprio modo di progettare, servirsi dell’estetica del mondo vivente e affidare alla geometria sacra il compito di suggerire alla mente nuove visioni del mondo, nuovi spazi capaci di prendersi cura della vita. Ogni essere umano deve sviluppare le proprie attitudini artistiche per contribuire a trasformare gli ambienti della vita in spazi che rispecchino la dimensione etica della presenza dell’Uomo sulla Terra.

 

 

 

 

 

LA TRASFORMAZIONE OLISTICA DELL’AMBIENTE URBANO

 

 

 

Come il corpo è il contenitore dell’uomo, la città è il contenitore della società. L’uomo, la casa, la città e il mondo sono un unico organismo, soggetto agli stessi fenomeni naturali: questo è il cambiamento di paradigma che si impone nel nostro pensiero. Questa nuova consapevolezza si sta diffondendo sempre di più, perché ci offre la possibilità di reintegrare in noi umani le potenzialità che avevamo - e che stiamo drammaticamente perdendo – grazie alla percezione della realtà attraverso i sensi, all’alimentazione della nostra sfera spirituale e all’attenzione alle nostre emozioni.

 

 

 

Oggi c’è una nuova consapevolezza dell’evoluzione storica della città e del manifestarsi delle sue polarità energetiche e propulsive; c’è quindi una nuova consapevolezza del fatto che la trasformazione della città deve prendersi cura della società umana, e dell’importanza del fatto che gli abitanti devono prendersi cura della città intesa come casa comune.

 

 

 

Agli abitanti deve essere permesso di sviluppare le proprie radici nel luogo, il proprio attaccamento alla città e ai suoi spazi in modo da non perdere i legami sociali e vitali che costituiscono la loro esistenza. La casa e gli spazi pubblici sono il prolungamento delle attività nostro corpo nell’ambiente, e come un tempo la gente curava questi spazi di persona, oggi di persona dobbiamo partecipare alla trasformazione dell’ambiente. Creare significa trasformare lo spazio in funzione delle esigenze della società. Se tutto viene deciso dal mercato edilizio la comunità perde le sua qualità vitali, si degrada, degenera.

 

 

 

LA BIOARCHITETTURA, UN MOVIMENTO PER LA PARTECIPAZIONE E RELAZIONE

 

 

 

Dobbiamo muoverci, impegnarci in politica, agire per l’ambiente collettivo, entrare in campo per salvaguardare la vitalità dell’ambiente urbano e far sì che non cada in mano degli interessi economici di solo alcune delle espressioni del mercato immobiliare. La Bioarchitettura deve perdere ogni connotazione elitaria. Se vogliamo che cambi qualcosa in meglio, dobbiamo far comprendere a chi governa la città e ai cittadini stessi, alla popolazione intera, la necessità che le trasformazioni dello spazio urbano siano finalizzate al prendersi cura e a rigenerare le città, che nel loro insieme e per le interrelazioni che le caratterizzano rappresentano i nostri beni comuni.

 

 

 

Tutte le dimensioni del costruito, dal proprio ambiente di vita, al quartiere, all’intera città, sono legate in una rete di rapporti ecologici, come in un sistema totalmente connesso. Per il benessere dell’ambiente in cui viviamo è però necessaria questa nuova consapevolezza e che tutti i cittadini, le famiglie e i giovani partecipino alla sua trasformazione. Tutti, compresi i progettisti, devono scendere nel campo della politica, per contrastare con tutta la forza di cui dispongono le strategie messe in atto da coloro che da una parte difendono gli interessi economici esclusivi di alcuni pochi operatori e dall’altra tentano di frenare il diffondersi di questa nuova consapevolezza.

 

 

 

Solo l’impegnarsi in politica è in grado di offrire speranza, di smuovere la coscienza della gente. E per non seguire gli schemi superati della politica, che portano o all’immobilismo o alla rinuncia a dire la propria, bisogna pensare a nuove forme di partecipazione, anche non canoniche, come i movimenti di opinione e le associazioni di cittadini. È però necessario che la partecipazione politica dei sostenitori di questa nuova consapevolezza abbiano anche un’aggregazione di riferimento di dimensione europea o mondiale che aiuti i movimenti locali a sostenersi nel quadro di una presa di coscienza universale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Wittfrida Mitterer, Marko Pogačnik, Martin Frischknecht, Brigitte Grass,  Francisco Merli Panteghini, Carl Fingerhuth, Joachim Eble, Mennekes Friedhelm, Giovanni Galanti, Salvatore Cusumano, Giovanna Berni, Egidio Raimondi, Friedhelm Mennekes, Kurt Siegrist, Giannozzo Pucci, Alberto Clò, Marina Pastore, Beatrice Messeri, Maria Cristina Cincidda, Enzo De Carolis, Maria Cecilia Martinez, Giannandrea Capechini, Simonetta Bracciali, Salvatore Cusumano, Marzia Magrini.

 

nik, Martin Frischknecht, Brigitte Grass, Francisco Merli Panteghini, Carl Fingerhuth, Joachim Eble, Mennekes Friedhelm, Giovanni Galanti, Salvatore Cusumano, Giovanna Berni, Egidio Raimondi, Kurt Siegrist, Giannozzo Pucci, Alberto Clò, Marina Pastore, Beatrice Messeri, Maria Cristina Cincidda, Enzo De Carolis, Maria Cecilia Martinez, Giannandrea Capechini, Simonetta Bracciali, Salvatore Cusumano, Marzia Magrini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Manifest zum Seminar Heilige Orte/Orte der Kraft im Kloster Santa Marta in Florenz, 23. – 25. Juni 2017

 

 

 

 

 

Die Moderne hat die Rationalität des Menschen zum dominanten Thema unserer Zeit erhoben. Dem Raum der Welt wurde zum Objekt, das dem Menschen zur Verfügen zu stehen hatte. „Mach Dir die Welt untertan und herrsche über die Fische des Meeres und über die Vögel des Himmels und über alle Tiere, die sich auf der Erde regen.“ schrieb das heilige Buch des westlichen Menschen.

 

 

 

Zweittausend Jahre später wissen wie viele Sekunden die Erde braucht um die Sonne zu umkreisen und wie viele Kilogramme sie wiegt, aber durch die Überheblichkeit unserer Rationalität wurde die Einheit von Mensch und Erde zerbrochen. Der Erde wurde ihre Heiligkeit entzogen. Heiligkeit war der Kirche vorbehalten, ihren 6650 Heiligen und Seeligen und ihren heiligen Orten.

 

 

 

Jetzt erleben wir eine neue Epoche der Entwicklung unseres Bewusstseins. Wir stehen zwar hoch oben, sind aber verloren. Wir meinen wir hätten die Übersicht, uns fehlt aber die Einsicht. Neue Bedürfnisse, Werte und Träume zeigen sich und verlangen nach einer Reintegration in unser Sein. Sie kommen aus der Tiefe unseres Seins, den verschütteten Potentialen unser Sinnlichkeit, Emotionalität und Spiritualität.

 

 

 

So sind wir jetzt auf der Suche nach der verloren gegangenen Heiligkeit:

 

Wir können versuchen, sie in der Tiefe unseres eigenen Seins zu finden, im eigenen Ort.

 

Wir können versuchen die Heiligkeit der Erde wieder zu entdecken – die „Decken“ zu beseitigen, die uns das Hören, Spüren und Fühlen der Heiligkeit der Erde erschwert oder verunmöglicht haben.

 

Wir können versuchen mit unserer neuen Sensibilität und Kreativität um Wissen um die Einheit von Mensch und Erde vorhandene heilige Orte zu identifizieren, die uns helfen der Einheit gewahr zu werden.

 

Wir können versuchen altes, vormodernes Wissen uns wieder in Erinnerung zu bringen, auf Wegen zu unserem „Inneren“.

 

Wir können versuchen neue heilige Orte zu schaffen, die aufmerksam machen auf die Kraft der Schöpfung.

 

 

 

Und was ist zu tun?

 

 

 

Der Geomant und Künstler Marko Pogacnik empfiehlt uns:

 

Alles was wir Menschen auf der Erde errichten – und das betrifft besonders die Architektur – sollte bewusst eingestimmt werden mit dem Ort wo gebaut wird und mit den sichtbaren und unsichtbaren Wesenheiten, die dort wohnen.

 

Um so was erreichen zu können, muss die Wahrnehmung so erweitert werden, dass nicht nur die physischen, sondern auch subtile und urbildliche Ebenen wahrgenommen werden. Für diesen Zweck sollte die Ausbildung der Architekten auch die Grundlagen der vertieften Ökologie beinhalten, die in der europäischen Tradition Geomantie heisst.

 

 

 

Die Geomantin Brigitte Grass empfiehlt uns:

 

Aus dem „Heiligen Ort“ Firenze (Fire – enze) geht der Auftrag und Weckruf aus der Sicht der Geomantie die Elemente Feuer und Wasser wieder zu verknüpfen!

 

Das Feuer ist der Geist, die Inspiration und aktiviert die Energie des Handelns.

 

Das Wasser ist der Verbindungsschlüssel zur kosmischer Neugeburt, universeller Weisheit und der Wandlung zu neuem Bewusstsein.

 

 

 

Der Pilger Martin Frischknecht empfiehlt uns:

 

Der Pilger begibt sich aufgrund eines Unwohlseins oder Leidens auf eine Suche oder Quest. Das Wort verrät, dass die Frage im Zentrum steht - und es bleibt, und nicht die Antwort. Dann hört er von einem heiligen Ort, einer Stätte, die Heilung verspricht. Erreicht er das Ziel seiner Sehnsucht, muss er erkennen, dass er die Heilung nicht findet. Der Pilger erschöpft sich, und dabei verliert er seine Vorstellung von Heil, Heilig und Heilung. Jetzt ist er offen dafür und es erreicht ihn auf unerwartete, wunderbare Weise.

 

 

 

 

 

Der Landschaftsarchitekt Francisco Merli Panteghini empfiehlt uns …

 

Wir müssen lernen, die Ur-Landschaft zu lesen, das geologische Substrat zu analysieren, die Beziehung zur gebauten Umwelt herzustellen und mit dem Genius Loci in Kontakt zu treten. Demut und Einfachheit wie der heilige Franziskus sie praktiziert hat und eine langfristige Planung gemäss den Rhythmen der Natur müssen wieder entdeckt werden.

 

 

 

Der Urbanist Carl Fingerhuth empfiehlt uns:

 

Was der Körper für den Menschen ist, ist die Stadt für die Gesellschaft. Es zeigt sich ein neues Bewusstsein, das bei der Betreuung der Transformation der Stadt beachtet werden muss:

 

Mensch, Haus, Stadt und Welt werden wieder als Einheit wahrgenommen werden.

 

Die von der Rationalität der Moderne verschütteten Potentiale des Menschen – Sinnlichkeit, Emotionalität und Spiritualität - wollen wieder in die Stadt integriert werden. Dabei ist allem die Spaltung von Stadt und Natur aufzulösen

 

Die Geschichte der Stadt muss wieder wahrgenommen werden, sie ist ein Palimpsest – ein immer wieder neu überschriebener Text. Das alte Dogma der Moderne „Richtig – Falsch“ wird durch eine Abwägung von „Zuviel – Zuwenig“ ersetzt. Die Transformation der Stadt darf nicht der Immobilienwirtschaft und autistischen Architekten überlassen.

 

 

 

Der Architekt Joachim Eble empfiehlt uns:

 

Wir Menschen – Architekten sind aufgerufen an einem Paradies im Werden mit zu schöpfen. Jeder Raum, jedes Haus, jedes Quartier, jede Stadt, jeder Landschaftsraum soll als heilender Lebensweg verstanden werden, in denen Menschen in Freiheit zu ihrem wahren Selbst finden können und im Bewusstsein von Einheit alles Lebens sich entwickeln können.

 

Daraus folgt die dreigliedrige Arbeit des Menschen:

 

Auf der physischen Ebene entwickelt er neue ganzheitliche Ökosysteme, in der die gebaute Umwelt in der Harmonie und Kreislauf mit der Natur wirkt.

 

Auf der seelischen Ebene nimmt er mit der Geomantie Kontakt mit dem Ort auf, um dessen heilende Energie zu integrieren.

 

Auf der geistigen Ebene schöpft er aus der Kunst und Ästhetik des Lebendigen auf der Basis der heiligen Geomantie und öffnet neue Wege.

 

 

 

Der Philosoph Friedhelm Mennekes empfiehlt uns:

 

Die Diskussion um die heiligen Orte ist zu verbinden mit der neuen Philosophie des Raumes und erfahrungsbezogener Architektur. Darin erneuert sich der Sinn für die Erde, für Umwelt und Kosmos.

 

Der erweiterte Kunstbegriff von Joseph Beuys dieses Bewusstsein in die Wiederentdeckung verlorener Kräfte zur heilenden Veränderung von Mensch und Gesellschaft.

 

 

 

 

 

 

 

Florenz, 25.6.2017

 

 

 

Wittfrida Mitterer, Marko Pogačnik, Martin Frischknecht, Brigitte Grass,  Francisco Merli Panteghini, Carl Fingerhuth, Joachim Eble, Mennekes Friedhelm, Giovanni Galanti, Salvatore Cusumano, Giovanna Berni, Egidio Raimondi, Friedhelm Mennekes, Kurt Siegrist, Giannozzo Pucci, Alberto Clò, Marina Pastore, Beatrice Messeri, Maria Cristina Cincidda, Enzo De Carolis, Maria Cecilia Martinez, Giannandrea Capechini, Simonetta Bracciali, Salvatore Cusumano, Marzia Magrini.